Democracy 3


Installazione su WINDOWS:

1) Aprire cartella principale del gioco

2) Scaricare e scompattare allegato

3) Copiare la cartella ” data ” nella root principale del gioco..

Per installare la traduzione sul Mac (versione scaricata su Steam) procedete come segue:

Lanciate il gioco

Cliccate su “Mods” e successivamente su “Open Game Folder

A questo punto sostituite manualmente i files presenti all’interno della cartella data

Istallazione delle Mods:

1) Scaricare e scompattate allegato [Trad. Nuovi-Stati + Mods]Democracy_3[CdP].rar

2) Copiare dentro cartella principale le varie carte dei nuovi Stati tranne Italy

3) Aprire cartella data/mods del gioco e copiarci dentro i file presenti nell’allegato data/mods

Installazione Mods Italy:

Aprire cartella Italy dell’allegato e copiare le 3 cartelle bitmaps – missions – names dentro la cartella principale data del gioco

Traduzione testata su versione acquistata su GOG e STEAM




MINIMI:

    • Sistema operativo: Windows XP
    • Processore: 2 gig
    • Memoria: 1 GB di RAM
    • Scheda video: 256 MB
    • DirectX: Versione 9.0c
    • Memoria: 500 MB di spazio disponibile
    • Scheda audio: any

CONSIGLIATI:

    • Sistema operativo: Windows XP
    • Processore: 2 gig
    • Memoria: 4 GB di RAM
    • Scheda video: 256 MB
    • DirectX: Versione 9.0c
    • Memoria: 500 MB di spazio disponibile
    • Scheda audio: any

IL DURO MESTIERE DEL POLITICO

Democracy 3 è il terzo capitolo di una serie sviluppata da Cliff Harris, un sol uomo che è riuscito a creare un prodotto complesso, capace di attirare un discreto seguito, ricorrendo a un’impostazione decisamente particolare.

Vi darò la Luna

L’intera esperienza è infatti legata a grafici e schede informative, unici strumenti visivi con cui il giocatore, che veste i panni del primo ministro di una delle grandi democrazie mondiali, può valutare quali decisioni prendere per mantenere in piedi il governo, aumentare la percentuale di consenso e accresce il Prodotto Interno Lordo del proprio paese. Ma nonostante la veste grafica spartana, più vicina a quella di uno strumento di analisi che a quella di un videogioco, le meccaniche di Democracy 3 sono decisamente complesse. Selezionare uno dei nodi che compongono la schermata principale del titolo, organizzata in un “grafico radar”, evidenzia le numerose interrelazioni e interdipendenze che caratterizzano ogni elemento. Si va dall’educazione alle tasse passando ovviamente per i trasporti, le armi, l’energia, la religione, la salute, lo spazio, le minoranze etniche, i vari tipi di industria, l’evoluzione tecnologica, l’ambiente e le diverse fasce di ricchezza della popolazione. La giustizia è ovviamente uno dei fattori più importanti e la sicurezza del cittadino è uno di quegli elementi su cui fare leva quando si è a corto di consensi. Ma se si ha intenzione di essere ricordati come un vincente, e non come un populista che ha cercato di fare il passo più lungo della gamba, è necessario tenere conto della praticità delle proprie scelte valutando con attenzione percentuali ed effetti collaterali.

IL TRUCCO DELLA PROMESSA POPULISTA

Democracy 3 può essere fruito anche inseguendo esclusivamente il consenso, cosa che purtroppo sembra essere nelle corde anche di più di un politico in carne e ossa. Ma è chiaro che in questo caso si perde l’elemento di sfida, unico vero fattore videoludico dell’intera produzione. Ed è qui che ci imbattiamo nel più grande difetto di questo titolo ovvero nell’incapacità di aggiungere novità salienti e qualche extra capace di rendere il tutto leggero e coinvolgente. Democracy 3 è un titolo realizzato con una cura per l’interfaccia più pulita e rifinita di quella del secondo capitolo della serie: le schede informative sono estremamente leggibili e i simboli sono studiati per rendere meno aggressivo il muro di icone che fa da perno all’esperienza. Prendere visione dei dati relativi a un settore o compiere una scelta, così, è una questione di pochi click.

Vi darò la Luna

Tutavia, nonostante l’invidiabile capacità di mescolare un’anima complessa con un’esperienza agile e intuitiva, si sente la mancanza di un pizzico di pepe che potrebbe essere la simulazione di situazioni di crisi, una componente narrativa, campagne elettorali o una maggiore profondità dei rapporti interni al paese. Crisi politiche, imprevisti e misure d’emergenza sono presenti nel gioco e inoltre le relazioni con i ministri sono importanti visto che questi influenzano il consenso e accumulano i punti che determinano il numero e il peso delle scelte che possiamo effettuare in un turno. Ma è chiaro che proprio questa parte del gioco beneficerebbe di qualche aggiunta mentre sul fronte geopolitico il numero di fattori presi in considerazione è sufficiente e risulterebbe esaltato in un contesto più strutturato. Per fortuna in quest’ultimo capitolo l’influenza delle politiche internazionali si fa sentire e limita l’onnipotenza di un Primo Ministro fin troppo decisivo sulle dinamiche del proprio paese e, inoltre, il supporto Steam Workshop dovrebbe garantire alla community la possibilità di sistemare e arricchire il titolo, ma per quanto riguarda le sue meccaniche del non si può certo parlare di evoluzione. In ogni caso, Democracy 3 è un gioco unico che riesce a proporre una gestione quasi simulativa, sebbene basata su dati fin troppo precisi e prevedibili, di un governo di tipo democratico e questo pur adottando un’impostazione tutto sommato leggera e fruibile.