Divinity Dragon Commander


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(Traduzione Alpha)


Video Tutorial

Divinity Dragon Commander

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Divinity Dragon Commander 2/6

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Divinity Dragon Commander 3/6

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Divinity Dragon Commander 4/6

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Divinity Dragon Commander 5/6

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Divinity Dragon Commander 6/6

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MINIMUM:
    • OS:Windows XP SP3
    • Processor:Intel Core2 Duo E6600 or equivalent
    • Memory:2 GB RAM
    • Graphics:NVIDIA® GeForce® 8800 GT (512 MB) or ATI™ Radeon™ HD 4850
    • DirectX®:9.0c
    • Hard Drive:15 GB HD space
    • Sound:DirectX9c compliant
    • Other Requirements:Broadband Internet connection
RECOMMENDED:
    • OS:Windows 7 SP1
    • Processor:Intel i5 2400
    • Memory:4 GB RAM
    • Graphics:NVIDIA® GeForce® GTX 550 ti 1GB ram or or ATI™ Radeon™ HD 6XXX
    • DirectX®:9.0c
    • Hard Drive:30 GB HD space
    • Sound:DirectX9c compliant, 5.1 surround sound
    • Other Requirements:Broadband Internet connection

UN REGNO DA PACIFICARE

In quanto spin off della serie Divinity, Dragon Commander si sviluppa all’interno dello stesso universo di Rivellion, mondo fantastico che qui assume però tonalità differenti, spingendo molto forte sull’atmosfera ibrida a tinte steampunk. A bordo della propria nave, la Raven, si deve giocare il ruolo del figlio bastardo di un imperatore il cui regno è oramai frantumato e conteso, una terra da pacificare e riportare sotto un’unica bandiera.

Non solo draghi

La trama è standard ma sul ponte della nave si incontrano rappresentanti delle altre razze coinvolte nella guerra e con loro andranno discusse alleanze, pianificate le mosse successive e decise le sorti della partita. Rappresentanti di non morti, nani, uomini lucertola, imp ed elfi andranno accolti e con loro discusse le tematiche più disparate, economiche ma anche politiche e sociali, siglando alleanze e subendo le inevitabili conseguenze delle inimicizie che si creeranno. Stringere un patto e magari finire per sposare una rappresentante dell’impero iper capitalista dei nani porterà a situazioni diverse rispetto al percorso che si seguirebbe abbracciando la cultura teocratica dei non morti.

Non solo draghi

Ogni razza ha le proprie connotazioni e le lunghe sessioni di dialogo, con tutto quello che comportano, sono la parte più interessante dell’esperienza di gioco proprio perché estremamente peculiari. Ci sono tanti stereotipi e i giudizi espressi sono fin troppo netti, quasi caricaturali, ma il bello è questo. Ne risulta una componente narrativa, che mescola tematiche modernissime in un contesto fantasy non innovativo ma solido, davvero riuscita. Le manovre diplomatiche, unite a quelle legate alla ricerca e allo sviluppo delle nuove tecnologie, si concretizzano sulla mappa da “board game” divisa in province. Regioni da conquistare muovendo le truppe, costruendo le strutture e in generale agendo come decine e decine di giochi da tavolo ci hanno insegnato. In questo senso, Dragon Commander funziona discretamente bene anche se non inventa davvero nulla di nuovo e alla lunga potrebbe difettare un po’ in quanto a varietà di situazioni sperimentate. L’altro piatto forte dell’offerta, comunque, sono le battaglie in tempo reale, quello che almeno sulla carte dovrebbe essere il vero cuore pulsante dell’esperienza.